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Direct mailing: il digitale “corre” per una comunicazione one-to-one
29/10/2007
Cos 'è il direct mailing? - What is direct mailing?
Parlando di stampa digitale, sia a foglio che a bobina, assistiamo ormai da qualche anno a una ricerca spasmodica di nuove opportunità per far crescere i volumi di stampa, o a volte solo per sperare di ripagare l'investimento su un engine digitale sovradimensionato o comunque inadeguato al nostro business. Dopo gli ultimi mesi passati a discutere sulle varie tecnologie full colour, analizziamo oggi alcune soluzioni per sviluppare progetti di direct mailing: un'applicazione che da sempre affascina ma, al di fuori di contesti tipicamente transazionali, fatica a decollare. Anzitutto, quando parliamo di direct mailing intendiamo la stampa di lettere e pubblicità personalizzate, utilizzabili come strumento di marketing o di informazione verso clienti esistenti o potenziali. Gli esempi più banali sono la bolletta del telefono o l'estratto conto bancario: un tempo prestampati in offset e quindi completati con i dati di fatturazione in digitale, sono oggi documenti ricchi di informazioni variabili e promozioni, elaborate e assemblate ad hoc per ogni singolo cliente. Altro prodotto simbolo è il mailing con annesso opuscolo che aziende, finanziarie e case editrici inviano periodicamente al proprio database. In questi casi la lettera accompagnatoria, oltre ai dati anagrafici, è sempre più spesso arricchita da informazioni promozionali variabili, coupon da staccare o (nel caso di alcune società creditizie) addirittura di un assegno precompilato e stampato in full-colour. Più raramente troviamo invece dati variabili nell'opuscolo pubblicitario accluso, che invece si presterebbe ad interventi grafici e di comunicazione strategica di grande impatto. Ma la personalizzazione e i suoi vantaggi toccano oggi una vasta gamma di settori, primo tra tutti l'industria automobilistica: senza rivangare le già note case-history di Volkswagen o Renault, basti pensare al “caso” della nuova Fiat 500, che ciascun cliente può configurare a proprio piacimento dando vita a un prodotto personalizzato e unico. La gamma di prodotti stampati personalizzabili e postalizzabili, quindi, è vastissima e spazia dalla classica lettera in formato A4 fino ai piccoli prodotti para-editoriali completamente full colour, siano essi realizzati sovrastampando in monocromatico fogli offset, oppure stampati completamente in digitale, inclusi i colori spot e le tinte fluorescenti. La questione tecnica, tuttavia, non si risolve con l'identificazione di un engine più o meno veloce o qualitativo, ma passa necessariamente dai sistemi gestionali utilizzabili per gestire, archiviare e custodire i dati sensibili che le aziende (ancora troppo poche, per la verità!) affidano agli stampatori. Un lavoro che potrebbe rivelarsi parecchio complesso e delicato, eppure uno scoglio da superare per intraprendere con successo questo business. Ma ora parliamo un po' di stampanti e stampantone!
Le tecnologie - Technologies
Dal punto di vista tecnologico, il mondo si divide principalmente in due grandi emisferi: da un lato le tecnologie ink-jet, che usano teste e inks liquidi, dall'altro il toner. Quest'ultimo, potrebbe essere a sua volta suddiviso in differenti aree, in funzione delle applicazioni sviluppate e del tipo di “polvere” utilizzata. Sul fronte dei supporti, invece, potremmo distinguere tra sistemi a bobina e macchine a foglio, con l'alimentazione a bobina in testa per la produttività e il foglio in vantaggio per la sua versatilità: basti pensare alla ricorrente necessità di utilizzare prestampati e ai vincoli imposti dalla bobina. Infine dovremmo fare una distinzione qualitativa tra i diversi motori: alcuni in grado di sviluppare qualità fotografica e passaggi tonali simili all'offset, altri più votati a un “transazionale puro”, con prevalenza di testi e dati numerici. Senza entrare più di tanto nel merito della questione (avremo il tempo di farlo nei prossimi appuntamenti), passiamo ad una carrellata delle principali tecnologie presenti sul mercato, includendo qualche novità.
InfoPrint Solutions
Partiamo con la InfoPrint 4000. Questa tecnologia, nata dalla ricerca e sviluppo di due giganti del calibro di di IBM e Ricoh (oggi riuniti in InfoPrint Solutions), è basata su un motore monocromatico adatto alla stampa transazionale. E' quindi in grado di supportare elevate velocità di produzione, che arrivano fino a 100 metri al minuto e consentono di produrre oltre 1.300 pagine A4 al minuto in modalità 2-up (due pagine per impressione) a 600 dpi. Il sistema ha un'alimentazione a bobina e consente di alloggiare bobine con o senza fori: nel caso di bobine senza pin, la larghezza massima è di 495 mm con un'area massima di stampa pari a 482 mm . Anche il range di grammature è ampio per supportare le più diverse esigenze di stampa, da un minimo di 45 g/m2 fino ad un massimo di 160 g/m2. Tali specifiche possono variare in funzione della configurazione, della velocità e del sistema di alimentazione (bobina con o senza fori). Fondamentale è la possibilità di poter utilizzare anche la carta prestampata, oltre a varie tipologie di carte patinate e non. Il sistema può funzionare anche in modalità duplex (bianca e volta), mettendo in linea due motori di stampa, mentre la scelta del consumabile spazia dal toner tradizionale al toner micr, adatto per produrre stampati di sicurezza come assegni o documenti compatibili con strumenti di rilevazione del toner magnetico: lo switch da un toner all'altro è definito dal produttore molto rapido e aggiunge elevata flessibilità al prodotto. Per chi volesse approcciare il colore, invece, InfoPrint 5000 è in grado di produrre alla velocità di 64 metri al minuto (equivalenti a 862 A4/min) in modalità 2-up. Il sistema si basa in questo caso su un motore ink-jet piezoelettrico da 360x720 dpi con un set di 4 inchiostri a base acqua che riproducono la quadricromia; non sono previsti inchiostri light. Supporta vari formati carta, da un minimo di 165 mm fino ad un massimo di 518 mm (area stampabile massima di 507 mm ) e anche la gamma di grammature è buona, con un minimo di 64 g/m2 e un massimo di 130 g/m2. Il sistema nasce con un input a bobina e prevede l'inserimento in linea di differenti tipologie di finisher. Come per il sistema precedente, anche InfoPrint 5000 prevede una configurazione per la stampa in bianca e volta.
Kodak Versamark
Parliamo ora di uno degli assoluti precursori della stampa a colori ad alta velocità: Kodak Versamark. Della società USA, che molti ancora associano al marchio Scitex Digital Printing, presentiamo i modelli VT3000 e VX5000. Anche l'engine della Kodak Versamark VT3000 è basato su tecnologia ink-jet con una risoluzione massima di 300x600 dpi, con una produttività che in bianca e volta 2-up tocca le 2.052 impressioni A4 al minuto, con un'area stampabile massima di oltre 455 mm . Come per altre tecnologie di questa categoria, anche la Versamark supporta grammature dai 60 ai 160 g/m2, mentre le bobine alloggiabili in macchina vanno da un minimo di 200 mm fino ad un massimo di 520 mm , con un'ampia gamma di carte utilizzabili, sia prestampate che bianche. Il sistema, a seconda della configurazione, può avere fino ad un massimo di 16 teste e un minimo di 2: ciò significa che in configurazione completa è possibile stampare un lavoro a 4 colori in bianca + 4 in volta, mentre la minima prevede la bianca e la volta in monocromatico. Sono necessarie almeno 4 testine per stampare un lavoro a due colori (di solito nero + tinta spot) in bianca e volta. Il vantaggio principale del motore Kodak è dato dalla sua scalabilità: l'utilizzatore può partire da una configurazione base con produttività ridotta, per arrivare a configurazioni più performanti effettuando semplici upgrade della macchina. Versamark nasce per soddisfare un'ampia gamma di esigenze di stampa che, oltre al direct mailing, toccano la manualistica, la reportistica e la stampa transazionale in genere. Più in alto nella gamma troviamo invece la VX5000, anch'essa basata su un engine ink-jet di tipo continuo da 300x600 dpi con luce massima di 455 mm . Anche la VX5000 prevede differenti configurazioni, con un minimo di 2 teste di stampa (1/1) fino ad un massimo di 16 (4/4). Tranne che per la configurazione a 16 teste, le altre permettono di utilizzare il colore spot. Il sistema di stampa permette di produrre ad una velocità massima di 2.052 A4 al minuto, pari a 152 metri al minuto. Per quanto riguarda le carte utilizzabili, andiamo dai 200 ai 520 mm di larghezza di stampa, con un range di grammature compreso tra i 45 e i 160 g/m2. Per quanto riguarda i sistemi di uscita, possiamo scegliere tra un ribobinatore, l'uscita a foglio, un sistema di raccolta o ancora un dispositivo per la creazione di tabulati. Oltre alla già citata scalabilità, è interessante sottolineare come VX5000, grazie alla possibilità di stampare su carte leggerissime, possa allargare il proprio raggio d'azione fino a prodotti molto particolari e verticali, come la stampa di giornali quotidiani on-demand.
Océ è “Vario” - Océ is “Vario”
Passiamo ora all'offerta della multinazionale olandese, player storico in quest'area del mercato, analizzando due interessanti soluzioni: VarioPrint 5000 e VarioStream 7000. La prima si basa sulla tecnologia Elettrofotografica a LED e ha una risoluzione massima di 600 dpi, che può essere ridotta a 300 o 240 dpi, con una produttività di 162 pagine al minuto. Il sistema è alimentato a foglio e permette di stampare formati che vanno dai 203x210 mm fino ad un massimo di 430x310 mm con grammature dai 60 ai 190 g/m2. Il motore di stampa è compatibile con vari tipi di carte patinate, adesive, naturali e perforate, che vengono sistemate in uno dei 4 casetti, per un massimo di 5.200 fogli, mentre l'uscita è suddivisa in 2 cassetti da 1.200 fogli ciascuno, più un vassoio da 50 fogli per il controllo delle copie. La carta, ovviamente, può essere aggiunta durante la stampa in uno dei cassetti non in uso e questo evita il fermo macchina sulle lunghe tirature. Il sistema di stampa è progettato per avere alte performance in bianco e nero e può alloggiare in aggiunta un colore spot su ordinazione, denominato Océ CustomTone: questo risulta molto utile in presenza di loghi aziendali e piccoli elementi grafici. Come per altri sistemi a toner possiamo scegliere di utilizzare anche il toner micr per le applicazioni descritte precedentemente. VarioStream 7000 Twin è invece un sistema di stampa modulare, composto da due differenti stazioni, con una velocità di stampa pari a 1.200 A4 al minuto in modalità 2-up, con una risoluzione variabile che può arrivare a 600 dpi. La macchina è alimentata a bobina e consente di alloggiare bobine sia “pinless” che “pinfed” (senza e con fori), con una luce di 457,2 mm per le bobine con fori e minima di 165 mm . Parlando di grammature, anche in questo caso il range è compreso tra un minimo di 50 g/m2, nel caso della carta pinless, o 70 g/m2 nel caso della carta pinfed, e un massimo di 160 g/m2. Il motore consente di stampare in duplex e di utilizzare il CustomTone. In entrambi i casi il sistema di fusione è costituito da una combinazione di calore e pressione, che consente di scaldare il toner e fissarlo successivamente sulla carta.
Nipson è 100% alta produttività - 100% High productivity with Nipson
Altro marchio storico, tra quelli citati Nipson è l'unico ad essere focalizzato esclusivamente sulle soluzioni monocromatiche ad alta produttività. Parlando di prodotti, restringiamo il campo a VaryPress 200 e 400. Questi potenti engine di stampa vengono spesso utilizzati in coda a una linea di stampa tradizionale per produrre in linea uno stampato con base a colori sovrastampato in digitale. Il motore di stampa è basato su un sistema magnetografico, che è in grado di stampare a una risoluzione di 600 dpi. Grazie al particolare sistema di fusione di tipo flash, che implica temperature più basse, è possibile utilizzare un'elevata gamma di supporti in bobina, che comprende anche materiali sintetici e adesivi. Il sistema gestisce grammature comprese tra i 64 e i 160 g/m2 per le carte con fori (dai 48 ai 160 g/m2 senza fori), ma è possibile, a condizione di effettuare test in pre-produzione, estendere la gamma fino ai 40 g/m2 verso il basso e 250 g/m2 verso l'alto. La velocità di stampa, a seconda delle configurazioni, può arrivare ai 90 metri al minuto. Per quanto riguarda l'uscita, l'engine Nipson è integrabile con differenti sistemi di terze parti, che includono ribobinatori, taglierine e ogni altro genere di finisher. A differenza della 200, VaryPress 400 prevede un incremento della produttività fino a 125 metri al minuto o 595 A4/min. Tale velocità consente di innestare il modulo di stampa digitale in linea ad una macchina da stampa tradizionale a bobina, sia offset che flessografica. Le bobine utilizzabili arrivano ad una luce di 520 mm , mentre il range di grammature va dai 40 ai 240 g/m2. Questo sistema consente a moltissimi stampatori, in Italia e nel mondo, di produrre mailing e campagne promozionali in modo rapido ed economico in un'unica soluzione, senza movimentare i semilavorati. Il prodotto viene infatti stampato in quadricromia e, in un'unica soluzione, sovrastampato con il nero in digitale. Pur senza entrare nei dettagli, è doveroso sottolineare che Nipson ha appena annunciato l'introduzione della tecnologia Spot Color System (SCS) sulla propria gamma VaryPress, con la possibilità di inserire da 1 a 4 tinte spot per stampare fino a 125 metri al minuto a 600 dpi.
Xerox DocuPrint e Nuvera - Xerox DocuPrint and Nuvera
Il gigante americano differenzia la propria offerta in due linee di prodotto, per ciascuna delle quali abbiamo scelto un prodotto: DocuPrint 1050MX per la gamma a bobina e Nuvera 288 per il cut-sheet. La 1050, al top della gamma DocuPrint, consente di produrre a una velocità di 74,3 metri al minuto, pari a 1.064 impressioni al minuto, con una risoluzione di stampa di 600x600 dpi. Il sistema, se dotato di due engine di stampa, consente la stampa in fronte e retro e, nella configurazione MX, l'utilizzo di toner MICR per la stampa di sicurezza. La macchina può essere alimentata sia a bobina che a modulo continuo: nel caso di quest'ultimo la capacità massima è di 4000 fogli da 110 g/m2, mentre nel caso della bobina è possibile utilizzare supporti con luce da 211 a 495 mm (bobine pinfed) o dai 203 ai 495 mm (bobine pinless). Passiamo alle soluzioni a foglio, dove incontriamo Nuvera 288, top della gamma Nuvera con le sue 288 pagine/minuto su formato carta massimo di 216x279 mm. Una delle caratteristiche che hanno reso famoso questo engine è la sua qualità di stampa, garantita da una risoluzione di 4800x600 dpi, che consente alla 288 di produrre lineature fino a 156 lpi. Il sistema lavora in bainca e volta ed è dotato di 2 moduli di alimentazione da 4 cassetti ciascuno, per un massimo di 10.600 fogli in totale, con 4 vassoi di uscita. I più esigenti potranno tuttavia aggiungere un ulteriore vassoio di alimentazione ad alta capacità. I supporti alimentabili possono essere di vario genere: oltre alle carte patinate e naturali sono previsti supporti speciali quali carte autocopianti e antistrappo, buste e cartoncini. Anche le grammature utilizzabili sono elevate e questo consente di approcciare numerosissime applicazioni, sia in ambito mailing che transazionale e graphic arts.
HP fa il mailing con Indigo - HP mailing with Indigo
Chiudiamo la carrellata parlando di Hewlett Pakard che, seppur meno focalizzata sul direct maling ad altissimo volume, include nella propria gamma un prodotto estremamente performante: la Indigo press w3250. Questo motore di stampa è infatti in grado di produrre 4.000 A4 all'ora in 2-up bianca e volta, che raddoppiano se stampiamo in bicromia o monocromia, e addirittura quadruplicano se stampiamo su un solo lato del foglio. Una soluzione indubbiamente intelligente, che unisce la proverbiale qualità del motore Indigo alle finezze progettuali di cui HP è capace. Il risultato, infatti, è un engine velocissimo che, in aggiunta, stampa a 800x800 (ma può arrivare anche a 800x1600 dpi) con lineature fino a 230 lpi. Il dispositivo è alimentato a bobina, con luce massima di 330 mm e minima di 225 mm , e prevede un formato di stampa massimo di 303x450 mm. Il range di grammature è tra i più estesi sul mercato e va dai 40 ai 300 g/m2 nel caso della configurazione roll-to-roll, mentre si ferma ai 170 g/m2 sulla configurazione roll-to-sheet: parametri che possono ovviamente subire variazioni in funzione della rigidità del supporto utilizzato. Come tutte le altre Indigo press, la w3250 utilizza gli esclusivi “electroink” e può essere configurata per lavorare in quadricromia o in esacromia, con l'aggiunta di arancio e viola. E' inoltre possibile utilizzare tinte spot e Pantone attraverso il servizio on-demand fornito da HP, oppure miscelando autonomamente i colori attraverso il collaudato ink-mixer.
Xeikon 5000plus e 6000 - Xeikon 5000plus and 6000
La tecnologia di stampa con alimentazione a bobina di Xeikon, di cui parliamo da almeno un decennio e che è stata inclusa per lunghi anni nell'offerta dei più blasonati brand del mercato (Xerox, IBM e Man Roland in testa), resta un vero e proprio “must” nel settore del direct mailing. All'interno dell'attuale offerta dell'azienda belga, oggi parte del gruppo Punch Graphix, abbiamo identificato i due prodotti di punta, entrambi basati sulla medesima tipologia di engine. Xeikon 5000plus, ormai sul mercato da qualche anno, utilizza un sistema di imaging elettrofotografico a LED che consente di stampare 4 o 5 colori in bianca e volta in un unico passaggio, con una produttività che tocca le 130 ppm a 600 dpi, con una larghezza della bobina tra i 320 e i 508 mm e grammature da 40 a 350 g/m2. Analoghe caratteristiche per la 6000, che però raggiunge una produttività di 160 ppm, con cui la 5000plus condivide la maggior parte delle caratteristiche e delle opzioni. Tra queste la pratica unità di output a foglio singolo con carrellino removibile.
Quindi?
Come abbiamo visto le tecnologie non mancano. Anzi, avremmo potuto allargare ulteriormente questa panoramica a un numero di vendor ancora maggiore. Ciò che è importante considerare, affrontando in piccolo o in grande stile il business del direct mailing, è che l'infrastruttura produttiva non si ferma alla stampante. Oltre ai già citati software e sistemi di sicurezza, infatti, sarà necessario prevedere dispositivi di controllo per gestire e verificare l'avanzamento della produzione e linee di finitura dedicate, come sistemi di imbustamentto, raccolta e piega. Più in generale, però, è importante capire quanto la stampa di mailing e campagne promozionali possa realmente inserirsi nel business quotidiano della nostra azienda di stampa. Se da un lato, infatti, esistono in Italia aziende estremamente focalizzate su questa applicazione, che addirittura figurano tra i leader europei del settore, dall'altro risulta ancora molto difficile per uno stampatore commerciale proporre e vendere il direct mailing ai propri clienti. Non è un caso che la larghissima parte dei possessori di engine digitali confessi apertamente che il dato variabile ha un peso vicino allo 0% sui propri volumi.
Domino e Jetrion: l'ink-jet industriale guarda al direct mailing? - Domino and Jetrion: industrial ink-jet towards direct mailing? Ink-jet is ink-jet! Il confine tra le tecnologie a getto d'inchiostro tipicamente industriali e i sistemi progettati per applicazioni grafiche e commerciali è sempre più labile, soprattutto grazie alle accresciute doti di produttività, qualità e flessibilità delle nuove generazioni di teste di stampa. Il risultato si inizia a riscontrare in un'accresciuta trasversalità negli ambiti di utilizzo delle tecnologie, dove troviamo teste come quelle di Domino (un tempo utilizzate solo per stampare packaging, lattine e uova...) applicate ai più disparati ambiti del printing, o ancora sistemi Versamark (tipicamente votati al mailing e al transazionale) applicati all'industria del legno. Stessa storia anche per Jetrion, la new company del Michigan nata per sviluppare progetti di industrial printing ink-jet, oggi confluita nell'orbita di EFI e sempre più vicina agli standard qualitativi delle graphic arts.
Il direct mailing su una stampante “normale”? No problem... se accanto all'engine ci sono EFI e Creo POD - Is a “normal” printer suitable for direct mailing? No problem with EFI and Creo POD engines…
Molti neofiti dell'argomento, sfogliando queste pagine, potrebbero avere l'impressione che per stampare direct mailing sia assolutamente necessario possedere macchinari da mezzo milione di euro e dotarsi di infrastrutture di altissimo livello. Ebbene, se questo è vero per coloro che intendono costruirci il proprio core-business, è pur vero che la produzione di mailing e stampati personalizzati può rappresentare fin da subito un prodotto realizzabile e vendibile per migliaia di piccoli e medi stampatori digitali. Senza eccedere dicendovi di usare il comando “Stampa Unione” sul vosto Microsoft Word (che comunque è un punto di partenza!) e la vostra stampantina laser da ufficio, potremmo però suggerirvi di approfondire un po' le potenti funzionalità di gestione del dato variabile offerte dai vostri digital front-end. Digital cosa?!? Sì, stiamo parlando di quegli “scatolotti” che molti di voi definiscono RIP e altri print-server, che utilizzate quotidianamente per pilotare le vostre macchine digitali Xerox, Canon, Konica Minolta, HP, Océ e tutte le altre. Dovete sapere che la quasi totalità di questi potenti calcolatori, oltre a gestire le code di stampa e il colour management, include potentissimi e versatilissimi strumenti per la personalizzazione e la stampa dei documenti. Una volta capito come funziona, quindi, non vi costerebbe quasi nulla proporre al vostro cliente di produrre una piccola tiratura di brochure, mailing o presentazioni personalizzate, magari partendo da un PDF o un documento di Adobe InDesign, abbinato a un banalissimo foglio di Excel con 50 nomi e cognomi.